| Ciumbia... "alura al finisi" |
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E per tutti i timidi, che avrebbero tanto voluto ma non hanno avuto il coraggio di chiederlo attraverso il forum, ecco la seconda parte del nostro “viaggio” nei mestieri della Milano di un tempo. Buon divertimento! ![]() Droghiere, o Fondeghee (fundeghee) (derivante dal fatto che i primi negozi erano magazzini nei fondaci dei porti, punto d’arrivo delle spezie, un tempo assai preziose per la conservazione delle derrate) Barbiere, o Barbee, fa barba e capelli ma non è di levatura come il Parrucchiere, o Perucchee (perüchee) che invece la barba non la fa Calzolaio, o Bagatt (bagàt), dall’analogo lemma longobardo che significa “garzone”. (Scherzosamente veniva anche chiamato Sciavattin (sciavatìn), cioè Ciabattino capace solo di far ciabatte, o Scompagnazòccor (scumpagnasocur), cioè scompagna zoccoli) Fabbro, o Ferree (feree), un tempo maniscalco e forgiatore di ferri battuti, oggi costruttore di cancellate e carpenteria metallica. Falegname, o Legnamee (al quale fa riferimento il vecchio soprannome delle “legnate” ovvero “bòtt de legnamee”) Farmacista, o Speziee (spesiee), da “spezie”intese come ingredienti per i medicinali. Ferramenta, o Ferrarezza (feraresa) , venditore di attrezzi metallici ma anche costruttore e riparatore di porte, tapparelle e saracinesche. (fra gli articoli più comuni venduti in questi negozi ricordiamo: il cacciaviti o casciavit, i coltellini da tasca o cortellitt (curtelìt), le forbicine o forbesett (furbesèt), la pinza per i tubi o cagnetta (cagnèta) e le tenaglie o tenaj ) Fruttivendolo, o Ortolan (urtulàn), ma anche Fruttiroeu (frütir-ö), il venditore ambulante di frutta invece era detto Recatton (recatun), perché raccoglitore di piccole quantità. (Un tempo gli ortolani avevano anche la licenza per vendere le rane e persino di dare ciotole di busecchina (büsechìna), cioè ciotole di castagne secche cotte nel latte agli operai che le mangiavano seduti lungo i bordi dei marciapiedi) ![]() Gelataio, o Sorbettee (surbetee), dal nome di derivazione araba del gelato, per noi sorbett (surbèt). (quelli ambulanti col carrettino invece, venivano detti i Sorbettee del sorbett de l’ongia (del surbèt del’ungia) perché spremuto dall’apposito contenitore con la pressione del dito) Idraulico, o Trombee (trumbee), dal rumore di tromba che facevano le canne dell’acqua di un tempo sempre piene anche di aria. Lattoniere, o Tollee (tulee), artigiano o operaio che lavorava lamiere per gronde, coperture metalliche e simili Macellaio, o Macellar (macelàr), termine acquisito da quando le carni bovine sono divenute alla portata di tutti. Un tempo erano solo per i ricchi, e il popolino si nutriva di ovini, da cui il termine vetusto dei macellai di Becchee, da “becco”, il caprone spesso castrato. Merciaio, o Mercant, smerciava aghi, spilli, nastri e bottoni, mentre quello ambulante che girava per cortili e cascine era chiamato Barometta o anche Borrometta (barumèta o burumèta) Pasticciere, o Offellee (ufelee), dal latino “ofella” cioè bocconcino. Le ofelle erano di pasta frolla, tonde come un piattino da caffè e coperte di zucchero caramellato. Da qui il detto “offellee fa el tò mestee” (ufelee fa el to mestee) il cui senso è: fai solo quello che sai fare bene. ![]() Rosticceria, o Bois (buìs), nome derivato dalla traduzione alfabetica della cifra 6015 (bois) scritta malamente a mano accanto ad una rosticceria di Milano sita in piazza Santo Stefano e che non aveva insegna Questo piccolo tuffo nel passato meneghino si conclude qui, noi speriamo sia stato di vostro gradimento, ma non siate timidi, fatecelo sapere attraverso il nostro Forum!!
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